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Valutazione posturale: cos'è e come si esegue

Per valutazione posturale si intende l’insieme degli accertamenti necessari atti a evidenziare e descrivere una disfunzione, un atteggiamento posturale dai quali impostare un trattamento riabilitativo-posturale efficace. 

In cosa consiste la valutazione posturale?

L’operatore osserva il paziente in visita per evidenziare gli sbilanciamenti nelle differenti parti del corpo: tra davanti e dietro, destra e sinistra, sopra e sotto. La postura di ogni persona cambia da momento a momento tuttavia ci sono dei pattern fissi e riconoscibili, questo perché tutto ha un suo bilanciamento. L’obiettivo del terapista sarà perciò quello di agire sulla postura di partenza del paziente al fine armonizzare e bilanciare il più possibile i segmenti corporei trovati in disarmonia e modulare il proprio intervento a favore di una postura più armonica e a favore anche di una migliore propriocezione corporea. Il terapista dovrà sempre tenere presente di agire considerando e partendo da più punti di vista e monitorare sempre il proprio trattamento per valutarne la correttezza.

Come si esegue una corretta valutazione posturale? 

Durante la seduta riabilitativa l’ operatore osserva il paziente anteriormente, lateralmente e posteriormente al fine di descrivere la morfologia dello stesso. Vediamola in dettaglio.

Valutazione posturale anteriore: come riferimento per tale osservazione si tiene conto della Verticale di Barrè, ovvero quella linea (qui rappresentata in rosso) che divide il corpo sul piano frontale in due parti uguali e passante dal centro della fronte, dal naso, dal centro del mento, dello sterno, del petto, dall’ombelico, dal pube, dal centro delle ginocchia, dei malleoli e terminante al centro della base di appoggio podalica.

I punti di riferimento da considerare nella valutazione anteriore sono:

  • La line bipupillare 
  • Lobi delle orecchie
  • Sporgenza acromion
  • Capezzoli, ma solo nei maschi
  • Triangoli della taglia
  • Coste fluttuanti
  • SIAS
  • Rotule
  • Malleoli

L’unione immaginaria di questi punti di riferimento tra loro, considerati nelle singole coppie, devono dare delle linee orizzontali al fine di essere considerati simmetrici, se la linea risulta inclinata è indice di asimmetria corporea. Bisogna così considerare la testa al centro del collo, il collo al centro delle spalle, spalle alla stessa altezza, clavicole orizzontali e simmetriche, triangoli della taglia simmetrici, rotule allineate così come i malleoli.

Valutazione posturale laterale: come riferimento si prende una linea passante per il centro dell’orecchio, per l’apice della clavicola, il centro delle costole, il gran trocantere, al malleolo laterale anteriormente.

Prendendo a riferimento questa linea immaginaria si valuta la posizione del capo (anteriore o posteriore), delle spalle (protratte, è la condizione più comune, o retratte), la posizione delle braccia, l’ampiezza delle curve toracica e lombare, la posizione del bacino (antiverso o retroverso), delle ginocchia (flesse o iper-estese) e dell’articolazione tibio-tarsica (flessione dorsale o plantare della caviglia), l’osservazione del piede (piatto o cavo). Nel suo insieme si osserva se il paziente è sbilanciato in avanti, indietro e come si adatta al suolo.

Valutazione posturale posteriore:

I punti di riferimento da considerare nella valutazione posteriore sono:

  • Lobi delle orecchie
  • Acromion
  • Undicesima/dodicesima costola
  • Fossette del Michaelis
  • Linea glutea inferiore
  • Pliche verticali del cavo popliteo del ginocchio
  • Tendine d’Achille

Considerando questi punti di riferimento si valuta la rotazione del capo a destra o sinistra, la rotazione delle spalle e la loro altezza, la posizione delle scapole, la rotazione della gabbia toracica, confrontare lo spazio che si crea tra il bordo mediale del braccio e il fianco del paziente, la posizione delle mani per valutare l’eventuale rotazione del braccio stesso e l’ altezza della spalla, l’altezza delle fossette del Michaelis e della cresta iliaca per valutare la posizione del bacino, la rotazione del femore considerando i punti sul cavo popliteo, la posizione del retropiede considerando il tallone.

Una volta fatta questa osservazione dettagliata sui tre piani dello spazio ed aver annotato le varie asimmetrie rilevate, l’operatore imposta un programma di riabilitazione posturale, nel mio caso utilizzando il Metodo Mezieres, al fine di intervenire per armonizzare gli squilibri stessi e ridare simmetria al paziente.

Se siete arrivati alla fine dell’articolo, vi ringrazio e saluto e per ogni dubbio non esitate a contattarmi.